Tornei Sociali
E le donne?
Beh, le donne sono un po' meno brave... a tennis, si intende. Almeno nel nostro club!
Ciò non toglie che anche loro si siano giustamente organizzate per partecipare ad un torneo "stagionale" a punti; una specie di campionato interno. Bella iniziativa, davvero, complimenti a Giovanna che con tenacia ha raccolto adesioni telefonando e tartassando le proprie colleghe di gioco.
Postiamo questo annuncio nella speranza che magari, qualche donzella nascosta si faccia viva autonomamente per partecipare.
Un club ha bisogno di fanciulle zompettanti, dei loro gridolini, della loro sensualità mentre colpiscono la palla...
Per informazioni e delucidazioni usate i soliti numeri, chiedendo magari di parlare con Giovanna Astolfo, la responsabile del torneo.
Per uscire con uno dei nostri agonisti invece passate un qualsiasi giorno al club, dalle 13 alle 14 di solito sono tutti lì.
Alla fine chi ha vinto?
Così si conclude l'articolo comparso sul Gazzettino di Venezia lo scorso giovedì. La risposta è naturalmente retorica: Lo sport e l'amicizia.
Ma un vincitore c'e stato, anzi 2: la coppia Paganelli/Mestriner ha avuto la meglio in finale contro Gobbo/Trevisol in uno scontro emozionante.
Di che sto parlando? Del primo torneo misto wheelchari-normodotati. Di seguito l'esaustivo articolo (esaustivo su tutto meno che sulla dichiarazione dovuta dei vincitori) pubblicato:

Di Fabrizio Cibin - Il Gazzettino.
Quando lo sport aiuta a superare qualsiasi barriera, fisica e mentale. O più semplicemente quando aiuta a pensare che tutte le persone siano veramente uguali, al di là di qualsiasi handicap. È successo l'altro giorno al Tennis Club Serenissima, presso gli impianti sportivi al coperto del Play Village: atleti disabili e normodotati hanno giocato insieme un torneo. Era la prima volta che accadeva. A renderlo possibile la squadra agonistica jesolana neopromossa in D2 e gli atleti dello Jesolo Sport Paraplegici, che partecipano a loro volta ai campionati italiani organizzati dal Comitato Italiano Paraolimipico e al circuito internazionale Nec Wheelchair Tennis Tour. La competizione è stata organizzata a squadre tipo mini Coppa Davis. Ma la particolarità stava nel fatto che le sei coppie erano miste, ovvero un giocatore in carrozzina e uno in piedi. Il primo poteva colpire la palla secondo il regolamento del tennis in carrozzina, ovvero dopo massimo due rimbalzi, il resto era uguale per tutti. "Dopo i primi incerti scambi - ha ricordato con emozione e la giusta dose di entusiasmo per il traguardo raggiunto, Renzo Partel, presidente dello Jesolo Sport Paraplegici - piano piano il braccio si è sciolto e i colpi sono usciti ed il torneo è divenuto, come auspicato, agonistico, intenso ed emozionante, dal punto di vista sia sportivo che umano, lasciando in tutti i presenti, qualcosa di positivo da ricordare, in quanto non si è notata la disabilità ma solo il gesto tecnico-sportivo. Ennesima dimostrazione che il binomio sport e solidarietà spesso supera gli ostacoli del pregiudizio, dell'indifferenza e dell'intolleranza." Insomma, è stato un torneo a tutti gli effetti, anche se carico di significati. "È opinione comune - conclude Partel - di ripetere l'esperienza dato che per tutti è stato un evento sportivo un po' diverso ma positivo e gratificante." Le coppie erano formate da Liva Ruti/Andrea Toselli, Mauro Bortolami/Paolo Santin, Antonio Moretto/Alessandro Pasqual, Francesco Trevisol/Flavio Gobbo, Gimmj Mestriner/Maurizio Paganelli, Renzo Partel/Sauro Spagnol. "Alla fine chi ha vinto? Ma lo sport e l'amicizia naturalmente."

Prossimamente online le foto della manifestazione.
Bravi!
Nel giorno della disfatta del TCS nella competizione FIT c'è comunque gloria per il club: due membri della squadra, Spagnol e Verago hanno partecipato durante l'inverno ad un torneo sociale a squadre svoltosi persso il TC di San Donà di Piave. Invitati dal dott. Santin a prendere parte alla competizione formando il team con Santin e Teso i due hanno fatto un'ottima figura fin dalle partite di qualificazione.
E mentre a Verona si combatteva la semifinale, a San Donà si svolgeva la finale.
3 gli incontri: 2 singoli e un doppio in caso di parità. La squadra avversaria era già stata sconfitta nel girone di qualificazione, ma una finale è un'altra cosa.
I singoli sono i medesimi del turno di qualificazione: Verago - Polato, Spagnol - Rigato.
Per Verago è una passeggiata, i valori in campo sono troppo differenti. L'atleta gioca una partita attenta, concede pochissimo all'avversario e si permette di correre qualche rischio di troppo sicuro di avere le armi per vincere facilmente: 6/0 - 6/0.
Il secondo match è più ostico: sebbene nella precedente partita Spagnol, sfoderando una prestazione magistrale avesse schiacciato Rigato 6/1 facendogli abbandonare l'incontro prima del termine rassegnato, in questo match non c'era nulla di scontato.
La partita è bella, ogni giocatore tiene il servizio e gioca con molta attenzione affidandosi a top-spin esasperati per tenere a fondo campo l'avversario. Rigato si porta sul 5/4, serve Spagnol, il momento è topico e "l'uomo nero" deve dimostrare di aver acquisito maturità e attenzione. 2 aces confermano i progressi dell'atleta che tiene agevolmente il servizio ma non solo: capendo l'importanza del game di risposta sfodera due rovesci lungolinea vincenti, break e servizio per il set. Ancora bellissimo turno di battuta e il primo set è suo. Nella seconda frazione parte bene Spagnol, si porta subito 2/0, ma continua a giocare con attenzione e profondità senza considerare di aver già vinto. Lotta, pazienta e non appena Rigato accorcia sfodera accelerazioni vincenti. Sul 5/3 ha due palle brek, 2 match point che non chiude. Pericoloso. Nel turno di servizio per il match gioca nuovamente un grande game pressando Rigato a tutto campo, gioco, partita, incontro. La tensione si tramuta in gioia e commozione, Spagnol che dopo 10 anni di inattività a causa di problemi fisici ha ricominciato nel 2005 a calcare i campi, vince il suo primo torneo, una bella soddisfazione.
Piovesan ancora Re
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Franco Piovesan conferma il suo status di Campione Sociale imbattuto. Nella finale disputata contro Andrea Verago, nuovo numero 2 del ranking sociale, pur non esprimendo il suo miglior tennis ha strappato la vittoria per 7/6 - 7/6, confermando i pronostici della vigilia. Pronostici che prevedevano una vittoria più facile da parte dell'imbattuto "Federer" jesolano ma che per poco non venivano sovvertiti: in entrambi i set infatti, Verago si ritrovava al comando servendo per ben due volte per il set (nella prima partita) sul 5/3 e sul 6/5 ma facendosi breakare dimostrando di avere ancora una certa difficoltà nel chiudere i punti importanti. Ancora più eclatante l'opportunità sprecata nella secondo set: in vantaggio di 5 games a 1 non è mai riuscito a raggiungere un set point se non nel game di risposta del 6/5. Davvero un peccato. C'è da dire che il punteggio finale è veritiero: pur non sfruttando totalmente il suo classico istinto da killer Piovesan ha amministrato una partita difficile, ha rimontato un secondo set oramai perso e ha vinto contro un avversario che ha espresso un ottimo tennis. Stoffa da campione.
Il giorno precedente Verago vinceva la semifinale per l'altro papabile finalista del torneo, Alessandro Pasqual. Semifinale giocata al di sotto delle potenzialità di entrambi che si era via via ravvivata quando, all'inizio del terzo set, veniva drasticamente conclusa per ritiro di Pasqual a causa dei crampi. Chiesti i 3 minuti il coraggioso regolarista tentava di continuare dando il tutto per tutto ma l'infortunio ha preso il sopravvento costringendo Pasqual al ritiro. Peccato. Nell'altra semifinale Piovesan vinceva facilmente contro l'outsider padovano Fassina che nulla ha potuto contro l'irruenza agonistica del campione.